Il primo talk show concerto prodotto negli
studi della Trovarobato a Bologna.
Ospiti musicali e non in un contenitore aperto a ciò-che-non-avresti-
mai-fatto.
Tra John Peel e Renzo Arbore.
Rinverdiamo i fasti dell'anarchia via etere.
In onda in tutta Italia una settimana sì e una settimana
no.
Salutiamo la nascita del quindicinale situazionista!
Lo trovi solo sul Network Inconsapevole.
Terza è ultima parte della propaggine estiva di Magazzeno bis detta anche "Magazzeno bis Speciale Estate" per evidenti motivi climatici e cronologici.
Dopo MIAMI Festival, Itinerario Festival, adesso è la volta di Arezzo Wave.
Lo staff di Magazzeno bis è stato ospitato dallo staff di Arezzo Wave, ed ha potuto così raccogliere parole e musiche da fonti dirette.
Potrete così ascoltare le voci e le musiche di: Caparezza, Roy Paci, Africa Unite, Baustelle, Amore, Pay & Freak Antoni, Miss Fraulein, Bandog, Hot Gossip. Anche stavolta abbiamo un ospite speciale: potrete infatti ascoltare una nostra breve intervista a Marco Travaglio, che ci parlerà del proprio rapporto con gli anfiteatri romani (ma non solo).
Seconda puntata per "Magazzeno bis Speciale Estate", ventunesima puntata della stagione 2005-2006 dell'anarchico talk-show concerto.
Questa volta siamo ad Itinerario Festival, organizzato a Cesena dall'Associazione Aidoru. Per la serata d'apertura è stato inscenato un Magazzeno bis in grande stile, ospite musicale Bugo, che ci presenta un live improntato al suo ultimo album "Sguardo Contemporaneo", uscito da poco per Universal.
Il 9 e 10 giugno Magazzeno Bis si è fermato all'Idroscalo di Milano per il Mi Ami 2006.
Dalla nostra privilegiata postazione sita nei cessi del Circolo Magnolia abbiamo osservato il dipanarsi del festival, abbiamo intrattenuto gli ospiti che ci sono venuti a trovare, abbiamo registrato mini-live acustici, abbiamo gettato scompigli con subitanee interviste d'assalto al pubblico, abbiamo parlato con gli innumerevoli "operatori del settore", per cercare anche di tracciare un improvvisato bilancio del mercato discografico indipendente.
Sono stati nostri ospiti, hanno parlato e suonato per noi: Cesare Basile, Federico Fiumani, Moltheni, Yuppi Flu, Giardini di Mirò, Miss Violetta Beauregard, Bob Corn, Alessandro Grazian, I Cosi.
Magazzeno bis, il popolare talk show concerto radiofonico, esce dalle quattro mura degli studi Trovarobato per una puntata speciale, la diciannovesima, live dal circolo "La Grada" di Bologna.
Sarà una serata interamente dedicata alla "Bologna musicale di fine anni '70": un modo per approfondire quello straordinario periodo musicale attraverso le parole e la musica di Freak Antoni (Skiantos), Giorgio Lavagna (Stupid Set, Gaznevada), Marco Bertoni (Confusional Quartet), Giampiero Huber (Stupid Set), Roberto Terzani (Wind Open), Enrico Serotti (Stupid Set). Interverrà anche Oderso Rubini, fondatore dell'Italian Records, protagonista indiscusso di quel periodo e autore, assieme ad Andrea Tinti, del libro "“Non disperdetevi 1977-1982 San Francisco, New York, Bologna, le città libere del mondo”.
Ospite speciale di questa 18a puntata è Steve Piccolo: poliedrico bassista co-fondatore dei Lounge Lizards assieme a Arto Lindsay e John Lurie, newyorkese, trapiantato a Milano da una decina di anni, autore negli anni '80 di tormentoni pop come Self Control di Raf, adesso sperimentatore sonoro assieme a nomi quali Elliot Sharp, Zeena Parkins e produttore per Massimo Volume, Afterhours e altri.
Accanto a lui Gak Sato, compositore elettronico e DJ di Tokio, anch'egli a Milano da circa 10 anni, collaboratore fra gli altri di Amon Tobin, Kid Loco e Vinicio Capossela: il suo album Informed Consent è uscito quest'anno per Temposphere/Self.
E' in onda questa settimana la 17a puntata di Magazzeno bis, una
puntata speciale, registrata il 4 maggio scorso a "La Casa
139" di Milano, all'interno della rassegna "Acusticamente".
Ospite altrettanto speciale Paolo Benvegnù, che presenta
in anteprima esclusiva per Magazzeno bis alcuni brani del suo nuovo
album ancora in lavorazione.
Momento topico della puntata: la devastante versione di "Margherita"
di Riccardo Cocciante, interpretata da Paolo e dalla sua band.
I Northpole: un gruppo musicale, un luogo geografico, ma piucchealtro
un dissipatore di calore per processori composto da:
- Paolo Beraldo: voce, chitarra
- Alessandro Ceron: chitarra
- Federica Colella: basso
- Erica Piol: batteria
Ci presentano un live basato sul loro ultimo (ma anche primo) disco
omonimo pubblicato nell'aprile 2005 per I Dischi dell'Amico Immaginario
con distribuzione Audioglobe.
Wikipedia ci dice: “Enrico Brizzi, nato a
Bologna il 20 novembre 1974, è uno scrittore italiano”.
Basta.
Quindi un invito a tutti a colmare questa lacuna biografica.
I Frida X invece non ci sono nemmeno su Wikipedia,
che comunque ci ricorda che “Frida” è un nome
che viene dal germanico “frithu” che significa “sicurezza,
pace”; al maschile fa Frido; è un nome adesposta
(cioè non c’è nessun santo con questo nome sul
calendario) e può quindi essere ricordato il primo novembre;
è stato, fra gli altri, nome d'arte della cantante di Anni-Frid
Lyngstad, voce degli ABBA.
Enrico invece deriva dall'antico alto tedesco Heimrich e significa
"possente in patria".
Dunque, potremmo ben dire: live, sul vagone di Magazzeno bis, “possente
in patria” insieme ai “sicurezza & pace”.
Buon ascolto.
Di Jennifer Gentle si sa soltanto che è una strega, che è la parte
destra, che lui è la parte sinistra, zenzero, zenzero, quel gatto
ha qualcosa che non so spiegare.
I cinque psichedelici padovani ci presentano un live improntato
ai brani più acustici del ben noto ultimo album "Valende", uscito
l'anno scorso per Sub Pop.
Gli Amari, lo dico per gli amici a casa, sono cinque.
Per primo viene Pasta, nasce a Bormio, in Valtellina.
Questa terra non offre grande ospitalità alla musica indie,
ma è ricca di erbe e fiori. E’ da questi che nel 1875
nasce l’Amaro Pasta. La ricetta originale contempla la mescolanza
di assenzio, achillea moscata, genziana e ginepro,
una fase di essiccazione, una di macerazione nello zucchero e nell’alcool
per un mese / e due anni di invecchiamento in hard disk di rovere.
Il secondo Amaro è Dariella. Il suo gusto
pieno e morbido è il principale ingrediente del successo
di questo amaro, prodotto ancor oggi seguendo una procedura antica
quanto la sua ricetta che risale al 1868. Quindi
tu hai 7 anni meno di Pasta.
Per terzo viene l’amaro Ceero, Cero, Cèro, che è
prodotto secondo un’antica ricetta segreta. Deriva da alcune
erbe officinali che gli donano un gusto pieno e aromatico.
Si può gustare liscio, con ghiaccio o caldo.
Enrico Colibrio, "lo batterista delle virtudi", nasce
nel 1885 per merito delle lunghe appassionate sperimentazioni di
un famoso distillatore ed erborista bolognese,
Stanislao Cobianchi. Il nome "Colibrio" è una dedica
alla bellissima principessa Elena di Colibrio fidanzata a Vittorio
Emanuele III.
Marcopiano, il quinto amaro, è prodotto con ben 56
erbe e radici provenienti da tutto il mondo. Di origine
mittel-europea, Marcapiano è l’amaro più venduto
in Europa.
Può essere bevuto liscio, rock'n'roll, hip-hop o nella versione
“ice cold”, cioè dopo aver conservato la bottiglia
in freezer.
La compagine tutta degli Amari nasce ovviamente per combattere il
fratello cattivo, resosi traditore dei valori d'integrità
del’hip-hop e, dal 1985, servo odioso del mainstream:
questo fratello rinnegato si chiamava e si fa chiamare tutt'ora
Amaro Ramazzotti.
Questa puntata ha come protagonista Emidio Clementi che, assieme
a Massimo Carozzi, presenta un reading basato sul
suo ultimo romanzo "L'ultimo dio" edito da Fazi.
Emidio Clementi, chi è costui?
Muzio Emidio Filippo Vincenzo Francesco Saverio Clementi venne at
questo mondo in Ascoli nel 1767, primo di sette pargoli. Clementi
in anni sette fu affidato al maestro illustrissimo Giuseppe Santarelli
Cordicelli per ben apprender lo basso continuo.
Parve che Clementi dedicasse otto ore al die in
esercizi a lo gravicembano col piano e il forte, su musiche di Carlo
Filippo Emanuele Bach, de Alesandro et Dominico Scarlatti, de Bernardo
Pasquini et de lo Grunge dalle americhe appena inventate. Andò
in Svetia ove lo suo sentiero si perde. Li pochi cenni de la sua
istoria de vita, riguardano la vendita di vespasiani in quel dell'anno
1786.
Attorno allo 1780 Clemmenti intraprese assai peregrinazioni che
alfin trasserollo in Felsinea. Ivi nacque nel 1792 lo Maximo
Tomo et lo grande alloro della fama. Come riportato da
Leon Plantinga, i Maximo Tomo stampano memorabili disghi suonori.
Esemplum de nomi sinceri et assai brevi: "Stanze", "Lungo i Bordi",
"Associatione secretissima (club prive)" et, per formar didattica
con li fanciulli, "Gradus ad Parnassum Opus trentesimo decimoterzo".
Gareggia con Manoelo Aghnelli in la scabrosa disputa
"Lo magnifico Tubetto", infine suona al cospetto di Maria Antonietta,
a Salisburgo et a Vienna in fronte all'imperatore Giuseppe II —
celeberrima occasione ove ebbe modo di gareggiar col divino Mozart.
Ivi perse la sfida e tramutossi in leggiadro scrittore.
Siamo arrivati all'undicesima puntata ed eccoci al consueto appuntamento
col cruciverbone!
Prima definizione, 22 orizzontale, 7 lettere: comune della
Bassa Bresciana di 21,96 chilometri quadrati situato a
22 Km. a SSW dal capoluogo, composto anche dai centri abitati di
Cignano e Faverzano.
Seconda definizione, 7 verticale, 5 lettere: strumento di segnalazione
ferroviaria che, mediante un fascio luminoso colorato,
indica ai treni la via libera o impedita.
E vai con la terza definizione, 3 verticale, 4 lettere: è
un contratto concluso da due persone maggiorenni,
omosessuali o eterosessuali, al fine di organizzare la loro vita
in comune.
Ebbene si; sono nostri ospiti, per questa puntata, gli OFFLAGA DISCO
PACS, OFFLAGA DISCO PACS.
E non solo: l'etnomusicologo Gaetano Nisticò, il dott. Messina,
l'opinione del critico musicale Bruce Degli Esposti.
57 minuti di pura anarchia, fra Arbore & Boncompagni di "Alto
Gradimento" e, con rispetto, John Peel.
"Nel 1967 un giovane uomo, Manuelle, sale su un aereo di linea
diretto a Bangkok.
L’odore di cuoio nuovo, simile a quello che dopo anni di uso
conservano le vetture britanniche, lo spessore e il silenzio delle
moquettes, un’illuminazione di un altro mondo, sono ciò
che percepisce al suo primo impatto con questo ambiente in cui penetra
per la prima volta. Lui è euforico per questo viaggio che
rappresenta una novità. Sopraggiunge una hostess, le cui
mani s'alzano a sistemare, in uno scomparto al disopra dei sedili,
il nécessaire di cuoio color miele
che Manuelle ha preso come unico bagaglio a mano, poiché
non pensa di dover cambiare vestito durante il viaggio e non ha
intenzione di leggere o di scrivere. Manuelle è contento
che l'hostess sia giovane e che abbia occhi simili ai suoi, disseminati
di minuscole pagliuzze d'oro.”
Scrive Graziano Benelli nel suo saggio intitolato Manuelle e
i figli suoi: “all'interno del fenomeno della musica
indipendente, la canzone rock aggressiva appare con un certo ritardo,
e solo quando l'interesse (il mercato) relativo agli altri «
generi » viene a saturarsi. Certo le canzoni proposte da Manuelle
non fanno parte di un « genere » qualsiasi; devono fare
i conti con tabù secolari, col perbenismo
cattolico e laico, con le varie censure istituzionali e mentali.
Ma, intorno agli anni novanta, queste possono avvantaggiarsi, in
Italia più che altrove, della nuova immagine che hanno assunto
concetti come sessualità, provocazione, alla luce degli studi
della psicanalisi, della sessuologia, della sociologia.
Così Manuelle ha un successo straordinario, che investe non
solo la musica di consumo nel suo insieme, ma l'intera società
italiana: diventa un fatto di cronaca, di morale,
di cultura.
Il personaggio di Manuelle acquista in poco tempo la stessa notorietà
di Arsène Lupin, di Maigret, di Asterix; vengono pubblicati
molti dischi e, a poco a poco, il personaggio Manuelle arriva anche
a confondersi con l'autore (Manuel Agnelli), a tutto vantaggio del
mito e del mercato. Viene da chiedersi cosa ha questa musica di
tanto sconvolgente da ottenere un successo così strepitoso.
La ragione è molto semplice. All’audacia del cantato
l’autore è sempre attento a non cadere mai nel volgare.
Nel novembre 2005 il treno di Magazzeno bis si ferma a Sanremo,
durante l'ultima edizione del Premio Tenco, la massima istituzione
di scoperta e riscoperta della canzone d'autore italiana.
"Sul letto cosa c'è? C'è la Canzone d'Autore.
Sicuro che ci sia? Sì, e se è sul letto può
essere che non stia bene. Se fosse morta da una ventina d'anni ci
sarebbe aria pesante, però...Sicuro? Forse c'è qualcuno
degli organizzatori del Premio Tenco che di tanto in tanto passa
di qua e dà una spruzzatina di deodorante. Così se
ripassi tra 40 anni può essere che non ti accorgi di nulla."
Tratto da una conversazione tra Stefano Bollani e Michele Orvieti,
in un anfratto del Teatro Ariston.
Partecipano divertiti, suonando, discutendo e incespicando nel meta-humor,
Francesco Baccini, Banda Osiris, Stefano Bollani, Sergio Cammariere,
Paolo Conte, Farabrutto, Alessio Lega, Pino Marino, Morgan, Alberto
Patrucco, Quartetto Euphoria, Massimo Ranieri, David Riondino, Ferruccio
Spinetti, Graziano Staino, Sergio Staino, Daniele Silvestri, il
presentatore Antonio Silva.
Per la prima volta, il treno di Magazzeno bis si ferma ad una stazione.
Siamo dunque alla stazione di Faenza, per una puntata speciale registrata
lo scorso 26 Novembre all'interno del MEI 2005, il Meeting delle
Etichette Indipendenti. Ospite speciale dell'evento è John
Vignola, giornalista de Il Mucchio Selvaggio, che, responsabile
incaricato dell'atrio della stazione nel quale si è tenuto
lo show, fornisce una folle spalla alla conduzione di Michele Orvieti
dei Mariposa Yosemite Sam(e viceversa).
Ospiti musicali della puntata sono invece i Pixel Johnson,
che presentano in anteprima l'album omonimo uscito per la Yosemite
Sam Records.
I Pixel Johnson, vero e proprio "caso musicale" del 2005,
sono Luca Buono (basso, voce e tastiera) e Nicolò Praga (voce
e tastiera). Si sono formati nel 2001 e da allora la loro carriera
musicale è stata una costante ascesa culminata con la pubblicazione
del disco per la Yosemite Sam e il conseguente tour che li ha portati
a collezionare più di 50 date fra Slovenia, Croazia, Repubblica
Ceca e Slovacchia. Sono da poco tornati dal loro tour negli Stati
Uniti dove hanno fornito supporto ai Fuck e opening
acts per Will Oldham e Moonshake.
Nemo propheta in patria, i Pixel Johnson, così osannati da
critica e pubblico all'estero, sono pressochè ignorati in
Italia: questa puntata, che vede presenti fra il pubblico nomi noti
della carta stampata come Aurelio Pasini, Alessandro Besselva Averame,
Enrico Rigolin, sarà anche l'occasione per fare il punto
sulla situazione della critica nostrana e sui fenomeni di "hype",
che creano veri e propri miti tramite imperscrutabili e sotterranei
movimenti d'opinione, bypassando completamente stampa e pubblicità.
Magazzeno Bis #7
dal 26 dicembre 2005 al 1 gennaio 2006
Gentilissimo e Stimatissimo pubblico, in tutti questi anni gli Zen
Circus sono stati in prima linea in molti significativi momenti
storici. Nel ‘77, ad esempio, quando, come forse alcuni ricorderanno,
rimasero bloccati con 50 animali in quella che all'inizio della
tournee si chiamava Persia e alla fine Iran
e si mobilitò addirittura il Ministero degli Esteri che fece
inviare la storica Achille Lauro a recuperare i ragazzi, le attrezzature
e gli animali.
Nel 1987 rimasero storiche le immagini dello spettacolo di canti
e danze sovietiche organizzato proprio da Appino col corpo dell'
Armata Rossa ricevuto poi da papa Giovanni Paolo II,
primi militari russi della storia ad entrare nello Stato Pontificio.
Ma lo spettacolo più bello che ci offre lo Zen Circus è
quello di vedere che la tradizione continua e si rinnova: Teschio,
prima, e poi Karim insieme ad Appino e Ufo, presentano uno spettacolo
di attrazioni provenienti da tutto il mondo. Tutti belli come divi
del cinema, questi Zen di oggi, hanno un look inconsueto. Si tratta
di un'arte strana che assume oltretutto la funzione culturale di
zoo viaggiante.
Gli Zen Circus si sono contraddistinti per aver sempre presentato
spettacoli di altissimo livello: sono stati anche i primi in Italia
a conquistare nel 1987 un Clown d'Oro al Festival Internazionale
di Montecarlo con un numero di dodici tigri e nel 1989
un altro grande riconoscimento, un Clown d'Argento per il numero
di animali esotici presentato da Karim e Ufo.
E come sostituire la risata semplice che provocano proprio Karim
e Ufo quando si tirano secchiate d'acqua e Appino che si pulisce
i piedi sul cappello dell'amico o che girandosi fa sventolare un'asse
e lo mette ko?
Il palco per loro è una zona franca, nel suo cerchio magico
può accadere di tutto, gentili signori. E', come intuì
Federico Fellini, un luogo di vita e anche di poesia. E questo gran
circo degli Zen riesce a comunicare proprio questa magia. Ogni sera
/ quando l'orchestra inizia a suonare la grande musica / e la grande
carovana di artisti va ad incominciare.
Magazzeno Bis #6
dal 12 dicembre al 18 dicembre 2005
Il nome Aidoru deriva dalla traslitterazione giapponese del termine
inglese “idol”, idolo appunto. Gli
Aidoru in Giappone sono personaggi che diventano strafamosi per
una stagione grazie ad una promozione esagerata e si producono in
una sorta di spazzatura musicale.
E “idoli”, i cesenati Aidoru, lo sono davvero diventati,
seppur per una breve stagione, tra il 1964 e il 1970, accompagnando
Lucio Dalla in una serie di 45 giri che raccoglievano
singoli come “Quando ero soldato”, “Hai una faccia
nera nera”, “Lucio dove vai”. La collaborazione,
burrascosa, si è interrotta per due volte quando Lucio, al
Sanremo del ’66 ha portato la sua “Paff….bum”
accompagnato dagli Yardbirds e nel ’67 ci
è ritornato con “Bisogna saper perdere” e ad
accompagnarlo erano nientemeno che i Rokes di Shel Shapiro, storici
rivali degli Idoli.
Poi, dopo il 1970, trent’anni di buio, fino al 2004, anno
nel quale viene fuori un nuovo album degli Idoli, dal titolo “13
piccoli singoli radiofonici” co-prodotto assieme alla Snowdonia.
Magazzeno Bis #5
dal 28 novembre al 4 dicembre 2005
In questa settimana avete potuto apprezzare la musica dell'ensemble
"Vince Vasi QY Lunch". Vediamo un po' di approfondire
la conoscenza di questo gruppo composto da: Vince Vasi alla tavola
elettronica al basso e al theremin, Fabrizio Puglisi alle tastiere,
Mirko Sabatini alla batteria, Egle Sommacal alla chitarra, e Antonio
Borghini al contrabbasso. Ecco alcuni punti salienti delle loro
biografie. Fabrizio Puglisi - Nell'estate del '96 conduce
un seminario sull'improvvisazione a Sandwick (Isole Shetland) all'interno
dello scambio Italia-Shetland (Scozia) nell'ambito del programma
"Gioventù per l'Europa" dell'Unione Europea. Mirko Sabatini - E' il musicista che ha collezionato
più residenze d'artista per minuto secondo: nel 2001, residenza
d'artista a Montréal (Qc, Canada) per la realizzazione dell'installazione
concerto-performance, "Bassa Fedeltà"; nello stesso
anno, residenza d'artista presso l'associazione La terza decade/L'aquila
signorina per la realizzazione sempre di "Bassa fedeltà",
stavolta però a Molinella (BO) Italia. Antonio Borghini - Giovane musicista che ricordiamo
soprattutto come contrabbassista del gruppo bolognese Amarcord Egle Sommacal - Che dire di Egle? Che è
vittima dei virtuosismi giornalistici, quelli fatti di frasi fatte
tipo “un’incresciosa vicenda”, “le stragi
del sabato sera”, "un'afa record", “il merolone”.
Ecco, spulciando in internet, quando si parla di lui si dice sempre
della sua “chitarra grattugiata”. Ecco, “la chitarra
grattugiata” è la sua specialità. Poi magari
ci smentisce suonando, vedremo. Vince Vasi - Dal 1986 affianca l'attività
di musicista a quella di fonico in studio di registrazione, inizialmente
come montatore di spot pubblicitari e per sonorizzazioni di spettacoli
ed eventi teatrali, poi registrando innumerevoli produzioni di vari
generi, fra cui i primi demo di Samuele Bersani.
I Valentina Dorme nascono nel 1965. Nello stesso anno esce il loro
primo album "La curva di Lesmo". Il protagonista
di quell'album è in realtà Neutron, un'investigatore
dotato di poteri psichici. Più nudi che vestiti, hanno rappresentato
uno dei simboli più sofisticati del voyeurismo.
Sensuali, apparentemente disponili, una certa tendenza al sadomaso,
ma senza mai eccedere nel volgare. Tutto questo ci porta a pensare
come la musica indipendente italiana non sia un'arte subordinata
al cinema o al cartone animato. I Valentina Dorme sono anche stati
protagonisti di una serie di 13 telefilm trasmessi in Italia, Germania,
Svizzera e Stati Uniti.
Magazzeno Bis #3
dal 31 ottobre al 6 novembre 2005
I Rosolina Mar si estendono per 73 kmq e confinano a Nord con il
Comune di Chioggia, ad Est con il Mare Adriatico, ad Ovest con il
Comune di Loreo e a Sud con il Comune di Porto Viro.
Nonostante il prorompente sviluppo dell'industria discografica e
gli interventi dell'uomo degli ultimi trent'anni, i Rosolina mar
hanno mantenuto paesaggi di una bellezza dolce, non aggressiva,
di grande suggestione, che possono competere con altre band più
note e pubblicizzate, come i Coto Donana spagnoli
o i Camargue francesi.
Senza fare viaggi più o meno esotici ma rimanendo in Italia,
possiamo scoprire una musica naturale, fatta di lagune, stagni,
barene, valli da pesca, canneti sterminati, pinete odorose di resina
e dalle rare fioriture di orchidee, con un tripudio di fauna palustre:
arpeggi veloci come voli di cormorani, zampettare
nei bassi specchi d'acqua di limicoli e aironi, dove ogni tanto
compare, quasi incerto miraggio, un riff o un cassone.
Con un po' di attenzione e fortuna è possibile scorgere il
frullio della chitarra di Bruno Vanessi un martin
pescatore, dalle lucenti piume dai colori metallici, mentre sorvola
lo specchio d'acqua prospicente la chiusa dalle grandi saracinesche
a ghigliottina. Oltre la conca, Andrea Belfi risale l'Adige, dalla
bella vegetazione riparia e passa accanto a varie fattorie tra cui
quella di Enrico Zambon, famosa per i ritrovamenti archeologici.
Nel panorama musicale italiano si è affacciata una nuova
coppia di musicisti siciliani (i primi musicisti siciliani) le cui
potenzialità sono veramente eccezionali.
Si tratta di un'alchimia unica: da una parte Pipitone,
basso, tarchiato, zotico, esplosivo, il "cretinetto" della
situazione, dall'altra Gulino, alto, magro, colto,
quasi aristocratico, la logica. All'inizio Gulino cercava di affinare
i tempi e i modi dell'inesperto Pipitone, che con la sua irruenza,
la sua vitalità e la sua fantasia, rendeva estremamente comico
ogni sketch.
Pipitone è veramente una forza della natura: oltre ad avere
un buon orecchio per la musica (riesce a scrivere canzoni pur essendo
digiuno di teoria musicale), possiede una vera e propria faccia
di gomma, riesce a fare delle espressioni uniche e indescrivibili,
in più ha anche una buona forza fisica che gli consente di
eseguire dei numeri difficilissimi (come ad esempio la gag
della bilancia, un numero in cui Pipitone simula una paralisi
a forma di V, quindi, con il sedere a terra e testa e gambe sollevate,
Gulino pone, talvolta sul capo e talvolta sui piedi, una bombetta
che fa sbilanciare il corpo di Pipitone, come una bilancia appunto,
una cosa impressionante).
Pipitone ricorda per certi versi l'estro di Jerry Lewis e le movenze
di Totò, anche se, come lui stesso puntualizza: "...se
Totò è marionetta, io sono pupo siciliano".
Dopo aver dominato l'avanspettacolo e la rivista, ed essere diventati
un trio a tutti gli effetti con l’inserimento dell’oriundo
siculo Paolini, ai Marta sui Tubi non resta che avventurarsi in
altre forme di spettacolo per conquistare una notorietà globale.
Il re della testa, del cuore e degli enjambement, Marco Parente
nasce a Napoli nel 1969.
Nella seconda metà degli anni ’80, assieme al fratello,
conduce trasmissioni radiofoniche dai microfoni di Radio Torre Petrarca.
Nel 1993 viene pubblicato su musicassetta il demo autoprodotto “La
Forma SRL”: il gruppo omonimo era composto, oltre che da Marco
Parente alle percussioni, da Marco Caudai, Francesco Bottai, Jeppe
Catalano e Irene Grandi alla voce.
Come batterista, dopo alcune militanze in gruppi fiorentini quali
gli Otto’p’notri, partecipa alla realizzazione in studio
di “Ko de Mondo” e “Linea Gotica” dei CSI
e de “L’Albero Pazzo” di Andrea Chimenti.
Nel febbraio del 2002 Patty Pravo interpreta e
inserisce nel suo album Radiostation una sua canzone (Farfalla Pensante),
tutto grazie e sotto la supervisione di Manuel Agnelli.
Nel Novembre 2002, Marco partecipa al premio letterario Mariposa,
vinto, in quell’edizione, da Roberto Angelici, Giulio Casale,
Raf, Piero Pelù, Vinicio Capossela.
Sempre nel 2004 prende parte a STAZIONI LUNARI, “IL CANTO
DELLA SIRENA ALLA LUNA (INTIMISTO)”: quattro stazioni lunari,
quattro stanze costruite con delle cantinelle di legno. Ogni catinella
un artista. In una catinella Marco Parente.
Dice di lui Gionni dall’Orto, suo storico
bassista:
GIONNI - “Un'altra cosa che mi piace molto di Marco è
il suo approccio verso gli strumenti: ha sempre un'idea 'pop' di
trovare un giro con il suono e non come molti tecnici virtuosi che
dopo aver sentito il pezzo ti fanno una cosa che non è mai
uguale. Lui ha questa concezione molto 'pop' della cosa ipnotica
di trovare giri 'forti'.
Da queste cose ti accorgi che è un musicista con
le palle.
Ricordiamo che Gionni dall’Orto è la stessa persona
che, alla domanda “Il pubblico influisce nel tuo modo di suonare”,
ha dichiarato:
“Assolutamente, se c'è una bella ragazza / sotto /
suono troppo meglio...non c'è paragone”.